Arcidiocesi
di PALERMO

Solennità della Santissima Trinità Ordinazioni Sacerdotali

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Chiesa Cattedrale di Palermo
02-06-2007

    In festa ed esultanza siamo raccolti oggi attorno all’altare di Cristo per celebrare gioiosamente il mistero della Santissima Trinità, per esaltare l’insondabilità e la bellezza del Dio Uno e Trino, ‘il più grande di tutti i misteri, la fonte ed il fondamento degli altri’, secondo l’espressione di papa Leone XIII, che aggiunge: ‘è per conoscere e contemplare questo mistero che gli angeli sono stati creati nel cielo, e gli uomini sulla terra’.
    Conosciamo la domanda che Mosé rivolge al popolo d’Israele smarrito nel deserto: «Vi è mai stata cosa più grande di questa: che un popolo abbia udito la voce di Dio?». Questa domanda nasce anche nel credente che intuisce il modo misterioso in cui l’inimmaginabile è divenuto accessibile e l’inaudito sperimentato. Nella storia il Dio Trinità ha fatto sentire la sua voce, ha aperto l’accesso all’uomo, alla sua conoscenza, al suo cuore in ricerca, e la storia stessa è divenuta storia della salvezza per noi: in Gesù, la voce, la Parola di Dio, si è fatta visibile, carne dell’uomo.
    La persona e la vita di Gesù non solo ci svelano e ci rendono vicino il mistero abissale e ineffabile di Dio ‘ dei Tre che sono Uno! ‘ ma ci dicono inoltre che la vita degli uomini è modellata sulla vita di Dio: il mistero trinitario non è così lontano e inafferrabile, perché è immagine efficace e fondamentale della misteriosa relazionalità dell’uomo aperto alla comunione.
    C’è un passo ispirato del Vaticano II, nella Costituzione Gaudium et Spes, che dice tutto ciò con parole semplici e vertiginose: ‘Il Signore Gesù quando prega il Padre perché tutti siano una sola cosa, come io e te siamo una cosa sola, mettendoci davanti orizzonti impervi alla ragione umana, ci ha suggerito una certa similitudine tra l’unione delle persone divine e l’unione dei figli di Dio nella verità e nella carità. Questa similitudine manifesta che l’uomo, il quale in terra è la sola creatura che Iddio abbia voluto per se stesso, non possa ritrovarsi pienamente se non attraverso un dono sincero di sé’. Ciò significa che l’uomo ha la possibilità di somigliare a Dio quando fonda le sue relazioni interpersonali sull’amore scambievole, sul rispetto, sull’accoglienza generosa. È questa la sola analogia possibile con le relazioni tra le Persone divine della Santissima Trinità…