Arcidiocesi
di PALERMO

Presentazione del Signore

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Cattedrale
02-02-2005

    Carissimi fratelli e sorelle amati dal Signore,

1. Celebriamo anche quest’anno, che per la nostra Chiesa palermitana continua ad essere un Anno Eucaristico e insieme Mariano, la Giornata della Vita Consacrata, uniti a Maria e con gli stessi sentimenti con i quali lei presentò al tempio il suo Figlio Gesù, nostro Signore, acclamato dal vecchio Simeone, ‘luce delle genti’.
    A lui rivolgiamo la nostra preghiera anzitutto per il pieno ristabilimento del suo Vicario in terra, il Santo Padre Giovanni Paolo II, che ha voluto la Giornata Mondiale della Vita Consacrata alla quale ha dedicato un’Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi: il Signore gli dia salute e vita lunga per il bene della Chiesa e del mondo. Esorto tutte le comunità ecclesiali della nostra Arcidiocesi di unirsi ogni giorno alla preghiera di tutto il mondo in modo particolare durante l’Adorazione eucaristica e con la recita del S. Rosario, da lui tanto raccomandato.
    La corona dei nostri fratelli e sorelle di vita consacrata che riempie la nostra Cattedrale e circonda il nuovo Altare per la celebrazione dell’Eucaristia, mistero di luce e di vita, attualizza l’evento della presentazione del Signore. Non solo perché, come ogni anno, rinnovano la loro consacrazione i fratelli e le sorelle che quest’anno festeggiano il giubileo d’oro o d’argento della loro professione. Ma anche e soprattutto perché cinque nostre sorelle, Sr. Maria Francesca della Rivelazione di Novara, Sr. Maria Veronica dell’Immacolata di Corleone, Sr. Maria Giovanna di Maria della Consolazione di Trieste, Sr. Maria Noemi di Maria della Tenerezza di Partinico delle Sorelle Francescane del Vangelo, e Sr. Maria Domenica del Redentore delle Suore Carmelitane di S. Teresa di Firenze, figlia di questa Chiesa palermitana, si consacrano definitivamente al Signore.
    Un fatto, questo, particolarmente significativo, perché si tratta di cinque giovani italiane: un segno di ripresa vocazionale femminile alla vita consacrata anche nel nostro Paese, dove purtroppo le risposte vocazionali non sono generose.
    Ringraziamo, pertanto, Dio Padre che con la grazia del suo Spirito arricchisce la nostra Chiesa con nuove spose del Figlio suo.

2. Il Rito liturgico della Professione solenne, che stiamo per compiere, a tutti i fedeli qui presenti farà comprendere meglio la vocazione e il carisma della vita consacrata che è nel cuore della Chiesa, e a voi, fratelli e sorelle destinatari di questo carisma, sarà come un invito a rivivere il giorno della vostra consacrazione, a ringraziare il Signore per un dono così eccelso e verificare la vostra risposta che vi accompagna in ogni istante della vita.
    Rinnovate, pertanto, con gratitudine, con gioia, con fiducia la vostra consacrazione, alla luce dell’esempio di Maria, donna eucaristica con tutta la sua vita e icona dell’Eucaristia, perché dal Mistero eucaristico, conosciuto più profondamente, celebrato più fedelmente, adorato con maggiore fervore e vissuto con più esemplare coerenza possiate attingere la luce e la forza per fare della vostra consacrazione un canto di lode alla Santissima Trinità, del quale l’Eucaristia è la più alta espressione, un segno speciale della comunione ecclesiale, che l’Eucaristia produce e manifesta, e un progetto di missione nella vostra donazione a servizio dei fratelli, che l’Eucaristia suscita e sostiene.

3. Porgiamo gli auguri ricchi di affetto e di preghiera alle suore giubilari, grati al Signore, che ha operato tante meraviglie di grazia nella loro vita e mediante la loro consacrazione, e grati anche a loro per la testimonianza della fedeltà: un dono nel dono.
    Ma la preghiera s’innalza in modo particolare per le cinque nostre sorelle che ora saranno per sempre consacrate al Signore.
    Il Signore le ha chiamate per unirle più intimamente a sé, per conformarle più pienamente a Cristo povero, casto e obbediente e metterle al servizio della Chiesa e dell’umanità. La loro consacrazione, infatti, le sospinge a cercar ardentemente, ciascuna secondo il proprio dono, l’espansione del regno di Dio e il rinnovamento del mondo nello spirito del Vangelo.
    Pensate quanto bene faranno e quante benedizioni otterranno da Dio, con le preghiere e con le opere, per la santa Chiesa, per la società e per le vostre famiglie.

4. E voi, figlie dilettissime, siate consapevoli del dono grande che vi ha fatto il Signore, chiamandovi alla vita consacrata.
Mèta della vita verginale che voi scegliete è il cielo. La fonte, Dio stesso. Da lui infatti, come da sorgente purissima e incorruttibile, scaturisce il dono deIl’integrità verginale, che secondo i detti degli antichi padri fa di voi un’immagine della divina santità.
Quando venne la pienezza dei tempi, Dio Padre onnipotente rivelò, nel mistero dell’incarnazione del suo Figlio, quanto amasse la verginità.     Egli infatti scelse la Vergine nel cui grembo purissimo, per opera dello spirito Santo, il Verbo fatto uomo congiunse nel patto nuziale la natura divina e la natura umana.
    Il divino Maestro esaltò l’eccellenza della verginità consacrata a Dio per il regno dei cieli. Con tutta la sua vita, ma soprattutto con le sue opere, con l’annunzio del Vangelo e con il mistero della sua Pasqua, fondò la Chiesa, che volle vergine, sposa e madre: vergine per l’integrità della fede, sposa per l’indissolubile unione con Cristo, madre per la moltitudine dei figli.
    Lo Spirito Consolatore, che nelle acque rigeneratrici del Battesimo fece di voi il tempio dell’ Altissimo, oggi mediante il nostro ministero vi consacra con una nuova unzione spirituale e a nuovo titolo vi dedica alla santità del Padre, mentre, elevandovi alla dignità di spose di Cristo, vi unisce con indissolubile vincolo al suo Figlio.
    Non a caso i santi Padri e dottori della Chiesa hanno dato alle vergini consacrate lo stesso titolo di sposa di Cristo che è proprio della Chiesa. Spose per sempre di Cristo voi sarte nel cuore della Chiesa.
Voi infatti prefigurate il futuro regno di Dio dove non si prenderà né moglie né marito, e siete il segno di quel grande mistero che ha il suo pieno compimento nelle nozze di Cristo con la Chiesa, come era stato annunziato fin dai primordi del genere umano.

5. Figlie dilettissime, armonizzate tutta la vostra vita con la dignità della vostra vocazione. La santa madre Chiesa vi considera un’eletta porzione del gregge di Cristo; in voi fiorisce e fruttifica largamente la sua soprannaturale fecondità.
Siate di nome e di fatto ancelle del Signore a imitazione della Madre di Dio: integre nella fede, salde nella speranza, ferventi nella carità.
    Siate prudenti e vigilanti; custodite il grande tesoro della verginità nell’umiltà del cuore.
    Nutrite la vostra vita religiosa con il corpo di Cristo, partecipando ogni giorno alla celebrazione eucaristica, fortificatela con il digiuno e la penitenza, accostandovi frequentemente al Sacramento della riconciliazione, alimentatela con la meditazione quotidiana della Parola di Dio soprattutto con la Lectio Divina, ravvivatela con la forza della preghiera assidua consolidatela con le opere di misericordia, espressioni concrete del comandamento evangelico dell’amore vicendevole.
    Occupatevi, delle cose del Signore. La vostra vita sia nascosta con Cristo in Dio. Vi stia a cuore di intercedere incessantemente per la propagazione della fede e per l’unità dei cristiani.
    Abbiate una particolare sollecitudine nella preghiera per gli sposi. Ricordatevi anche di coloro che, dimenticando l’amore del Padre, si sono allontanati da lui, perché egli li salvi nella sua misericordia.

6. Ricordatevi che siete legate al servizio della Chiesa e dei fratelli; perciò, esercitando il vostro apostolato nella Chiesa e nel mondo, nell’ordine spirituale e materiale, la vostra luce risplenda davanti agli uomini, perché sia glorificato il Padre che è nei cieli e si compia il suo disegno di riunire in Cristo tutte le cose.
Amate tutti e prediligete i poveri; soccorreteli secondo le vostre forze; curate gli infermi, insegnate agli ignoranti, proteggete i fanciulli, aiutate i vecchi, consolate le vedove e gli afflitti.
Voi, che siete vergini per Cristo, diventerete madri nello spirito, facendo la volontà del Padre, cooperando con amore, perché tanti figli siano generati o ricuperati alla vita di grazia.
    Cristo, Figlio della Vergine e sposo delle vergini, sarà vostra gioia e corona sulla terra, finché vi condurrà alle nozze eterne nel suo regno, dove cantando il canto nuovo seguirete l’Agnello dovunque vada. Amen.