Arcidiocesi
di PALERMO

Convocazione Regionale dei Gruppi del Rinnovamento dello Spirito

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Stadio Pian del Lago-Caltanissetta
25-06-2011
Dt 8,2-3.14b-16a; Sal 147; 1Cor 10,16-17; Gv 6,51-58

    1. Rendiamo lode a Dio che ci dona la gioia e la grazia di poterci incontrare in questa 34° Convocazione Regionale dei Gruppi del Rinnovamento nello Spirito, così numerosi in questa cornice di preghiera e di festa. Ringraziamolo per il dono di poter scorgere, in questa presenza variopinta e nei volti dei fratelli, il mistero della sua grazia che opera potentemente nelle nostre vite!
    Siamo tantissimi, fratelli e sorelle, venuti da più parti della Sicilia, ma testimoni di un’unica grande azione dello Spirito che ci chiama e ci richiama, ci guida e ci riporta all’unità!
    Davvero ‘un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti‘ (Ef 4,4-6).
    Non sapete quanto il vedervi qui mi riempie il cuor di gioia! E credo che sia lo stesso Spirito Santo che, oltre a radunarci nell’unità, fa risuonare la gioia nel nostro cuore! La riversa nel mio, spesso appesantito da tante preoccupazioni, e la riversa in voi tutti, altrettanto provati dalla vita! Un gran bel respiro di un’unica gioia che si moltiplica solo perché la condividiamo insieme! Grazie!

    2. Alla ripresa del Tempo Ordinario, dopo il Tempo Pasquale, con la Solennità del Corpo e Sangue del Signore, la Chiesa ci invita a fare una pausa contemplativa davanti al mistero della SS. Eucaristia. Nell’Eucaristia comprendiamo che Gesù è voluto rimanere con noi! Si è donato una volta per tutte, per amore nostro, con la sua morte e risurrezione, ma ha scelto di continuare a donarsi facendosi vicino agli uomini, e condividendo la nostra umanità non più con il suo corpo mortale, ma nelle specie del Pane e del Vino che ci vengono offerte quotidianamente come nutrimento spirituale.
    Al nostro corpo mortale viene donato il Corpo del Signore risorto dalla morte, vittorioso per sempre, vivente in eterno! L’incontro tra la nostra povera umanità e la sua umanità santa e gloriosa continua nel quotidiano: la mia carne peccatrice e debole incontra la sua Carne, che, per l’azione dello Spirito Santo, dona la vita, anzi mi dona la vita eterna!
    Nel brano del Vangelo che oggi la liturgia ci fa ascoltare Gesù si presenta alla folla proprio con quelle parole forti e nuove che annunciano l’Eucaristia: ‘Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo‘ (Gv 6,51).
    L’Eucaristia è la ‘carne per la vita del mondo‘! La sua Carne offerta perché il mondo viva! Carissimi fratelli e sorelle, Il Verbo si è fatto carne, e nell’Eucaristia quella carne si fa Pane vivo! Il Verbo di Dio, il Figlio eterno, sposa la nostra umanità con l’incarnazione, ma sfama la nostra carne bisognosa e ferita con la sua Carne vittoriosa e potente, con la sua Carne che dona la vita!

    3. Gesù ha parlato con chiarezza: non è venuto per rispondere alla fame materiale degli uomini e non può promettere per il futuro un miracolo continuo della moltiplicazione dei pani, prolungato all’infinito. No! Gesù vuole saziare un’altra fame, la fame di vita, di senso della vita, di pienezza della vita. E per questo ‘s’inventa’ di continuare a nutrirci con la sua Carne’ Pane vivo’ Carne per la vita del mondo’ Non più pane moltiplicato ma pane offerto, Carne e Sangue offerti ‘per la vita del mondo‘.
    Questa proposta è anche una provocazione che sentiamo anche oggi rivolta a noi, al nostro tempo, che chiede, che ‘ha fame” Anche noi ‘ come coloro che assistettero al miracolo della moltiplicazione dei pani da parte di Gesù ‘ rischiamo di essere tentati di volerci saziare di benessere, di gratificazioni, di successo, di sicurezza economica, di potere, di piacere, di vittorie’
    Abbiamo fame, carissimi fratelli e sorelle! Riconosciamo che siamo affamati, perché nel nostro cuore, sia in quello ferito che in quello apparentemente vincente, c’è fame! Ci sono tanti bisogni! Sia che siano autentici e profondi, sia che siano superficiali o illusori, tanti bisogni ci affollano il cuore! La nostra vita chiede, amici miei! E tutti ne facciamo esperienza!
    Ma sopra tutti, dovremmo saper riconoscere la fame profonda di senso pieno della vita, di felicità e di gioia non passeggere, di verità e di libertà. Dovremmo saper riconoscere che abbiamo fame di amore! Di essere amati e di amare!
    Ecco il miracolo più grande e più definitivo! ‘Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita‘. Gesù promette che solo facendo esperienza di lui, e alla fine mangiando di lui, si compie la promessa della vita eterna.
    Abbiamo sempre più bisogno di essere sfamati non con qualcosa di temporaneo, ma con la stessa vita e con la pienezza della vita! Una vita che neanche la morte può scalfire, che va ben oltre la morte, perché ‘chi mangia questo pane vivrà in eterno‘. Una vita che non solo supera la morte fisica, ma vince anche la caducità della fragile natura umana, la provvisorietà delle sue strade, i suoi fallimenti e l’esperienza mortificante del peccato, che è l’estrema conseguenza del nostro essere umano segnato dalla disobbedienza nativa dei progenitori.
    Questa vita eterna supera tutto questo, Ci apre l’orizzonte della risurrezione finale ‘ ‘ed io lo risusciterò nell’ultimo giorno‘ ‘ ma è già presente, attuale, concreta in coloro che si nutrono di Cristo, perché rimangono in comunione con lui: egli, infatti, è presente in mezzo a noi affinché noi rimaniamo in lui. Gesù stesso ce lo garantisce utilizzando il tempo presente: ‘Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me ed io in lui‘ (Gv 6,56).
    E’ quello che qualche anno fa, il Santo Padre Benedetto XVI affermava con parole luminose: ‘Questa comunione, questo atto del ‘mangiare’, è realmente un incontro tra due persone, è un lasciarsi penetrare dalla vita di Colui che è il Signore, di Colui che è il mio Creatore e Redentore. Scopo di questa unione è l’assimilazione della mia vita alla sua, la mia trasformazione e conformazione a Colui che è Amore vivo‘ (Omelia per il Corpus Domini, 2005).

    4. Il Vangelo ci parla della reazione scandalizzata degli ascoltatori di Gesù: ‘Come può costui darci la sua carne da mangiare?‘. Non possiamo comprendere appieno che cosa quelle parole produssero nella mente e nel cuore di coloro che erano presenti. Una vera rivoluzione, forse anche velata di macabro: mangiare la carne, bere il sangue, erano immagini forti ed espressioni estranee alla cultura del tempo.
    Eppure sarebbe il caso che avvertissimo anche noi, in questa solennità, lo scandalo delle parole di Gesù. Sì! Non sarebbe fuori luogo che cogliessimo con stupore e timore la grandezza del dono che nell’Eucaristia ci viene fatto! Con quello ‘stupore eucaristico’ di cui parlava il Beato Giovanni Paolo II nell’enciclica Ecclesia de Eucharistia.
    È vero quanto recita una celebre antifona: ‘Ci è donato il pegno della gloria‘. E’ vero che l’Eucaristia anticipa come pegno il Paradiso, cioè la presenza di comunione con Dio, che sarà definitiva quando risorgeremo, ma è anche vero che questa vita speciale ci viene donata già durante il nostro cammino. Noi attendiamo il compimento di questa vita eterna ma essa ci viene già donata come pegno, come anticipazione.
    In questo senso, San Giovanni Crisostomo provoca i suoi ascoltatori, e dell’Eucaristia può dire: ‘Parlo forse di cose future? [‘] Apri quindi le porte del cielo e guarda; [‘] Ciò che lì si trova è la più preziosa di tutte le cose e io te la mostrerò, deposta sulla terra. [‘] è la persona del Re. Ma questo ora ti è possibile vederlo sulla terra; infatti non ti mostro angeli né arcangeli, non cieli né i cieli dei cieli, ma ti offro lo stesso Signore di tutto questo. Vedi come puoi vedere sulla terra ciò che è più prezioso di ogni altra cosa?Non solo lo vedi, ma puoi toccarlo; non soltanto lo tocchi, ma puoi anche mangiarlo; e dopo averlo ricevuto puoi ritornare a casa‘.

    5. L’Eucaristia permette che la Pasqua di Gesù, il suo passaggio dalla morte alla vita, diventi attuale anche in noi e raggiunga la nostra vita quotidiana, penetri di quella grazia della salvezza tutta la nostra esistenza. Nell’Eucaristia Dio vuole che la sua Pasqua sia anche la nostra! Che la vita che egli ci ha conquistato definitivamente, giunga altrettanto definitivamente fino a noi, anzi ci costruisca come uomini nuovi.
    Il legame che unisce la celebrazione dell’Eucaristia alla novità dell’esistenza di coloro che di essa si nutrono è motivo per cui la Chiesa italiana, nel settembre prossimo, sarà convocata ad Ancona per il Congresso Eucaristico Nazionale che avrà come tema L’Eucaristia per la vita quotidiana.
    Viviamo in un tempo di scollamento tra la fede creduta e i tanti ambiti della ‘vita quotidiana’ individuati nel Convegno di Verona del 2006: affettività, fragilità, educazione, lavoro e festa, cittadinanza. Il prossimo Congresso Eucaristico proporrà di riscoprire con forza le opportunità di rianimare la quotidianità con l’impulso che la grazia dell’incontro eucaristico dona al credente.
    La testimonianza della vita ordinaria, carissimi fratelli e sorelle, deve essere visibile come segno di gioia e di speranza a quanti ci incontrano: se l’Eucaristia, così come Gesù ce la consegna, ci apre alla stupenda speranza del Regno, una vita ‘eucaristica’, ossia toccata e orientata dall’Eucaristia, apre quanti incontriamo a questa stessa speranza, concretamente incarnata nel nostro vivere di ogni giorno.
    A questa condizione potremo assistere alla nascita di una società che, per mezzo di tante cellule buone, cerca di immettere vita ai tessuti ormai spenti e distrutti. L’Eucaristia può davvero trasformarci in uomini e donne che non vogliono rimanere a guardare da spettatori, ma desiderano vivere da protagonisti il tempo della rinascita!
    Il nostro quotidiano ha bisogno di conversione! La nostra società ha bisogno di conversione! Di quella conversione che viene vissuta dal di dentro, dalla nostra carne toccata e trasfigurata, sfamata ed elevata fino al Cielo dalla Carne del Figlio dell’uomo. Solo la Carne del Figlio di Dio può trasformare i cuori di pietra in cuori di carne! Chi vive l’Eucaristia come rito che si chiude e si compie nella vita viene trasformato lentamente, viene rinnovato nell’intimo, viene lanciato verso gli orizzonti sconfinati di una testimonianza coerente e gioiosa.
    E diventa segno eucaristico per i fratelli, che sono invitati a rendere grazie a Dio! Allora, anche la sua carne, la sua esistenza, il suo impegno, saranno ‘per la vita del mondo‘, perché si comprometterà per il Signore, perché non guarderà a null’altro che alla sua gloria, perché sperimenterà la via della donazione gioiosa ai fratelli!
    Ecco: la Carne di Cristo nutre e fa crescere una nuova ‘carne’, ovvero una nuova umanità, una nuova società, una novità di vita nei giovani, nelle famiglie, nelle nostre comunità!
    La sfida è questa, carissimi fratelli e sorelle, e non è più possibile rinviarla!
    Affidiamo la nostra missione a Maria Santissima, che nella sua carne ha intessuto la Carne salvata e salvatrice di Cristo.
    Affidiamo a lei, Madre della Chiesa, il Corpo Mistico dello stesso Cristo, che siamo noi, perché si rinnovi nell’abbondante effusione dello Spirito, e perché ‘ come pregheremo tra poco nella Preghiera Eucaristica ‘ a tutti noi, che ci nutriamo del Corpo e Sangue del Figlio di Dio, possa essere donata la pienezza dello Spirito Santo perché diventiamo un solo corpo e un solo spirito.