Arcidiocesi
di PALERMO

S.E. Mons. Carmelo Cuttitta nominato Vescovo di Ragusa

Sono molteplici e variegati i sentimenti che albergano nel mio cuore di Padre e Pastore di questa santa Chiesa di Palermo nel rendere pubblica la notizia che il Santo Padre Francesco – avendo accettato, a norma del canone 401 §1 le dimissioni di S.E. Mons. Paolo Urso, che negli ultimi 13 anni ha guidato i destini spirituali della Diocesi di Ragusa – ha deciso di confidarne il governo pastorale a S.E. Mons. Carmelo Cuttitta, finora Vescovo titolare di Novi e Ausiliare di Palermo.
 
         C’è innanzitutto lo stupore nel veder dischiudersi un disegno di Dio che chiama un figlio della nostra Chiesa di Palermo per la guida di una comunità diocesana della nostra Isola. Un disegno che ci sorprende ma rimane sempre espressione dell’amore del Signore verso ciascuno di noi e verso il popolo santo di Dio.
 
         C’è la grande gioia e la viva gratitudine verso il Successore di Pietro che guarda ancora una volta al presbiterio di Palermo e, sceglie uno dei suoi membri che, dopo essere stato associato alla Successione Apostolica, oggi viene chiamato a guidare i passi della storia della salvezza di una chiesa particolare siciliana. Nella fiducia che viene riposta nella Sua persona, va letto tutto l’apprezzamento verso la comunità diocesana. La vocazione e il ministero di noi Presbiteri e Vescovi, infatti, nasce e si alimenta in seno ad una ecclesìa che crede nel Signore, ne celebra le lodi, si sforza di vivere un’autentica comunione impegnandosi nell’opera di evangelizzazione e di servizio ai fratelli. In una parola: una chiesa seriamente e responsabilmente impegnata nella costruzione del Regno di Dio in mezzo agli uomini.
 
         Non si può però nascondere che c’è anche una certa mestizia velata dal dolore nel prendere coscienza che questa nuova designazione farà vivere ancora una volta al nostro caro Don Carmelo quanto Dio indicò ad Abramo: “Esci dalla tua terra e va dove io ti indicherò”. Ragusa è la terra che il Signore Ti indica come Tua ed i suoi abitanti sono il Tuo popolo. Mestizia e dolore che ciascuno di noi sentirà in ragione dei rapporti che, attraverso il ministero, abbiamo intessuto con Te, don Carmelo, ma permettetemi di dire, che per me sono molto intensi e profondi.
 
         Alla conoscenza che di Lui avevo negli anni in cui esercitava il ministero come Segretario del Cardinale Pappalardo e da quella che sporadicamente ho avuto come Segretario aggiunto della CESi, si è sommata quella, molto intensa e significativa, di questi 8 anni da quando Papa Benedetto XVI, nominandoLo Vescovo, L’assegnava all’Ufficio di Ausiliare di Palermo.
 
Così diveniva non solo fratello nell’Episcopato, ma qualificato Collaboratore, di cui ho apprezzato in ogni circostanza la Sua sollecitudine pastorale, il Suo zelo per le anime, un sempre sereno giudizio, una premurosa attenzione per il Presbiterio, un creativo impegno per la pastorale familiare e quella giovanile, senza tralasciare la sensibilità per i problemi sociali e l’attenzione verso i più poveri ed i più deboli: tutto ciò espressione della sua fede e dell’amore alla Chiesa.
 
         I vincoli che legano la vita di don Carmelo alla Chiesa palermitana, nati dal fonte battesimale di Godrano, e che con la Sua crescita nella fede si sono consolidati nell’adesione alla vocazione sacerdotale, sono tali che sapranno certamente resistere alla distanza di luogo e allo scorrere del tempo.
 
Per questo, carissimo don Carmelo, sii certo che sempre Ti accompagnerà l’affetto e la preghiera di questa Chiesa particolare che Ti è madre, anche nei momenti più difficili dell’esercizio del ministero che oggi il Papa Ti confida.
 
Da parte mia, con immensa gratitudine per tutti i Tuoi sacrifici e la Tua dedizione nell’aiutarmi a governare questa amata e santa Chiesa di Palermo, Ti accompagnerò sempre da vicino con grande affetto e sincera riconoscenza.
 
+ Paolo Romeo