Arcidiocesi
di PALERMO

Anno Pastorale 2020-2021

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Assemblea Pastorale Diocesana,  1-2 ottobre 2020

A motivo dell’emergenza da Covid-19 è assolutamente necessario:
• Iscriversi entro il 29 settembre. Nessuno potrà iscriversi oltre questo termine, ma potrà seguire la diretta streaming del primo giorno sul sito e sulle pagine social della diocesi.
• Presentarsi puntualmente nei giorni dell’Assemblea per favorire le operazioni di ingresso e accoglienza.
• Consegnare all’ingresso l’apposita autodichiarazione sottoscritta (il modulo sarà inviato dalla segreteria all’atto della conferma dell’iscrizione).
• Indossare la mascherina e osservare le norme sul distanziamento e l’igiene delle mani.
 
:: LETTERA D’INVITO

La Comunicazione in tempo di emergenza sanitaria nella riflessione dell’Assemblea straordinaria del Clero

La Comunicazione sociale e in particolare dei social network in tempo di pandemia da coronavirus ha assunto un ruolo fondamentale, infatti, non solo i fedeli possono seguire in streaming le celebrazioni liturgiche, ma possono anche abbattere, virtualmente, le barriere imposte dal lockdown, sperimentando un nuovo modo di essere comunità. La community, insomma, ha permesso di ricreare la comunità, ma non basta perché i social sono luogo da abitare, dove si vive e si condividono gioie, angosce e paure. E’ quanto emerso nel corso dell’incontro del Clero che si è svolto nella Parrocchia di Maria SS. Mediatrice, dove è intervenuto Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.

“Attraverso la comunicazione ci dobbiamo rendere conto che siamo membra gli uni degli altri – ha detto Ruffini – e la rete serve a connettere e creare relazione tra le persone. Purtroppo i social media rischiano di diventare un surrogato del pensiero critico e diventare motivo di confusione, piuttosto che di unione e di collaborazione, pertanto occorre condividete la parola, le storie, i progetti e le testimonianze del nostro essere Chiesa, integrando la comunicazione con la mediazione culturale”.

L’Arcivescovo, mons. Corrado Lorefice che ha presieduto l’assemblea, coordinata dal direttore dell’Ufficio Pastorale, don Giuseppe Vagnarelli, ha ricordato come tutti i presbiteri, in tempo di lockdown, hanno utilizzato i mezzi della Comunicazione sociale sforzandosi di dare il meglio di sé per raggiungere i fedeli ed ha auspicato una formazione più accurata a partire dallo studio dei documenti del Magistero della Chiesa.

Il prossimo appuntamento dell’assemblea unitaria del Clero per la presentazione della nuova edizione del Messale Romano si terrà mercoledì 30 settembre alle ore 9.30 presso la parrocchia di Maria SS. Mediatrice.

 

Sussidio Pastorale

Chiesa generata dalla Parola

Discepoli in ascolto lungo le nostre strade

Atti degli Apostoli
“Che cosa dobbiamo fare, fratelli”?

Presentazione

Le linee pastorali triennali (2020-2022), Chiesa convocata per una conversione missionaria delle nostre comunità, sono nate dal comune discernimento del cammino di conversione spirituale e pastorale che lo Spirito Santo in questo nostro tempo indica anche alla Chiesa palermitana. Una Chiesa discepola della Parola che ‒ ancor più dopo gli eventi della pandemia ‒ ha la gioia di annunciare con la vita e la parola il Vangelo.

Per questo motivo il Libro degli Atti degli Apostoli ci accompagnerà durante quest’anno pastorale 2020-21.

Luca negli Atti narra la corsa dell’Evangelo attraverso l’azione dello Spirito Santo. Una corsa che si compie tramite persone, uomini e donne, ebrei e pagani, ma che va al di là di chi la interpreta e degli stessi mezzi che si adoperano. Una fantasia di Dio che nella libera creatività dello Spirito suscita coinvolgimento, vie e azioni in forma del tutto imprevedibile. Una continua novità che sorpassa le intenzioni e la comprensione stessa degli evangelizzatori e di chi si rende disponibile a servire la Parola. Che richiede la libertà e il coraggio di cambiare per camminare sulle tracce di Cristo reso vivo dallo Spirito.

Il Libro degli Atti ci parla della Chiesa in uscita, dopo che il Crocifisso Risorto ha spalancato le porte del cenacolo e ha effuso lo Spirito datore di vita che, per raggiungere gli estremi confini della terra, «soffia dove vuole ma non sai né da dove viene né dove va» (Gv 3, 8).

«Mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra» (At 1,8). La missione fuori le mura rassicuranti del cenacolo, della propria realtà ecclesiale, rappresenta sempre e comunque il paradigma necessario e la traccia costitutiva di ogni genere di evangelizzazione. Così come resta sempre vero che la missione ha sempre una valenza comunionale ‒ «insieme» (At 2,1.42-47) ‒ nel senso che non può essere opera di esperti solitari o di battitori isolati che prescindono dall’essere fraternità, Chiesa. Si prende parte al sogno della Chiesa che ci ha generati alla fede evangelica e che senza sosta ci invia a testimoniare la resurrezione di Gesù e la vita nuova in lui.

Sì, perché questo è il sogno della Chiesa: «chi semina nelle lacrime mieterà con giubilo» (Sal 125,5). Questa è la testimonianza cristiana: la certa speranza di una mietitura senza precedenti. Non perché si confida nelle proprie capacità e meriti. Ma per il solo fatto che la corsa del Vangelo nella vita degli uomini, nelle nostre realtà comunitarie e territoriali, nelle case degli uomini e delle donne che con noi condividono la fatica della giornata umana, fa lievitare essa stessa, per tutti, il pane sostanziale della solidarietà, del bene comune e della pace, in questo nostro povero mondo, in questa casa comune che è la Terra.

‘Andare’, essere ‘quelli della via’ (At 9, 2), è l’impeto suscitato dallo Spirito nella Pentecoste, che porta a camminare ovunque, lontano. Come dice Papa Francesco ad essere «Chiesa in uscita». Liberi dalla tentazione di arroccarsi sull’illusoria sicurezza del «si è fatto sempre così» e paghi delle nostre metodologie pastorali tradizionali. 3

 

Nel Libro degli Atti c’è una corsa della Parola che con libertà vuole raggiungere tutti, anche attraverso vie non direttamente ‘convenzionali’ dal punto di vista strettamente religioso. Una Parola che nella sua corsa si serve non solo di Pietro ma anche di Paolo – un persecutore dei cristiani ‒ e di Barnaba, non appartenenti al gruppo dei dodici.

Luca, nel Libro degli Atti, rende accorte le comunità cristiane di ogni tempo che la Parola non si espande se non cambia continuamente la Chiesa, se la comunità non si converte continuamente. Evangelizzare significa così anche convertirsi e lasciarsi cambiare dall’energia dello Spirito che spinge e sostiene ogni opera evangelizzatrice.

Con questi sentimenti ‒ che, ne sono certo, condividiamo e coltiviamo nelle nostre comunità parrocchiali e, in esse, nei nostri gruppi, movimenti, associazioni e cammini ‒, affido all’amata Chiesa palermitana questo Sussidio pastorale. È già in sé un segno del nostro comune cammino di conversione pastorale che ha le sue radici nella grazia del Vangelo che abbiamo ricevuto come dono prezioso da condividere con le donne e gli uomini di questo nostro territorio diocesano, in questo tempo di grande aspettativa di futuro.

Vi benedico con paterno e fraterno affetto.

+ Corrado, Arcivescovo