Arcidiocesi
di PALERMO

Al Monastero di Santa Caterina la mostra “Sacra et Pretiosa”

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Come soleva osservare Fëdor Michajlovič Dostoevskij, “La bellezza salverà il mondo” e al monastero di Santa Caterina, la bellezza si coglie in ogni angolo dei suoi splendidi ambienti. E da oggi ancora di più con la mostra “Sacra et Pretiosa” con suppellettili liturgiche, ostensori, crocifissi, icone, arredi, arazzi, paramenti, ma anche tovaglie da altare, lenzuola, delicati intarsi di pizzo, conservati con cura dalle suore del monastero. Una ricchezza immensa in termini non solo economici, con oggetti preziosi che le mani delle suore hanno accarezzato, spiegato, raccolto.

La mostra è curata dalla soprintendente Lina Bellanca, con la collaborazione di esperti come Maria Concetta di Natale, Sergio Intorre e Maria Reginella, mentre il comitato scientifico è presieduto da don Giuseppe Bucaro, direttore dell’Ufficio Beni culturali dell’Arcidiocesi, vero artefice di questo recupero che ha organizzato la manifestazione. All’evento culturale hanno preso parte l’Arcivescovo mons. Corrado Lorefice, il prefetto Antonella De Miro, l’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa e il pro-rettore vicario dell’Università Fabio Mazzola.

La rassegna è stata inaugurata dal card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, che per l’occasione ha tenuto una lectio magistralis su “Arte e bellezza, la Via Pulchritudinis”.

“Vengo a Palermo da tanti anni e istintivamente, per me, è entrare in sintonia con la ricchezza dei suoi monumenti, con la bellezza assoluta di alcune sue testimonianze. – Ha detto il cardinale – Come si fa a non rimanere totalmente conquistati dalla Cappella palatina o da questa chiesa, tanto per fare un esempio. E anche le vie del centro sono diverse dalle quelle delle altre città, dove sono ridotte a museo o diventate sede di grandi imprese. Qui le strade sono piene della vitalità della gente che vi abita e vive il pulsare della sua storia e della sua esistenza. Speriamo che ne siano sempre consapevoli anche loro”.