Arcidiocesi
di PALERMO

Opera Pia Ruffini: chiarezza sulle mistificazioni mediatiche

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ARCIDIOCESI DI PALERMO

Il Vicario Generale

Comunicato stampa 9.10.2018

In riferimento alla dolorosa vicenda dell’Opera Pia Cardinale Ernesto Ruffini, a seguito di alcuni recenti servizi televisivi, il Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Palermo, mons. Giuseppe Oliveri, a nome del Consiglio Presbiterale e dei fedeli tutti, esprime affettuosa vicinanza all’Arcivescovo Metropolita, Mons. Corrado Lorefice, rinnovandogli al contempo sentimenti di filiale comunione.
“L’Arcivescovo di Palermo – spiega il Vicario Generale – insieme ai suoi collaboratori è costantemente impegnato nella ricerca delle migliori soluzioni, prova dolore ed è vicino con la preghiera a ciascuno. Appare così incomprensibile il tentativo di mistificazione mediatica cui abbiamo assistito nei giorni scorsi in cui l’intento denigratorio e diffamatorio appare prevalere su quello informativo. Del resto, i termini della complessa e tormentata vicenda dell’Opera Pia Ruffini, nei suoi passaggi cruciali, sono stati resi noti e sono tutt’oggi consultabili nel sito dell’OPCER. Informare è un diritto ed un dovere che la Chiesa di Palermo considera un bene prezioso da tutelare e difendere.”
Come ha ricordato il Santo Padre Francesco nel suo messaggio per la 52° Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali, “La verità vi farà liberi” (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace (24-1-2018): “La comunicazione umana è una modalità essenziale per vivere la comunione”. Il giornalista – spiega il Papa – “nel mondo contemporaneo, non svolge solo un mestiere, ma una vera e propria missione. Ha il compito, nella frenesia delle notizie e nel vortice degli scoop, di ricordare che al centro della notizia non ci sono la velocità nel darla e l’impatto sull’audience, ma le persone. Informare è formare, è avere a che fare con la vita delle persone. Per questo l’accuratezza delle fonti e la custodia della comunicazione sono veri e propri processi di sviluppo del bene, che generano fiducia e aprono vie di comunione e di pace”.