Arcidiocesi
di PALERMO

La Rivista diocesana Poliedro spegne la prima candelina

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La voglia di dialogare con tutti in un percorso di umanizzazione. È alla base della “mission” della rivista diocesana “Poliedro”, che taglia il traguardo del primo anno di attività nel corso del quale ha affrontato i tanti temi che interessano la città. Tra questi quelli urgenti della povertà, del centro storico, dei separati, del dialogo con le forze laiche, dei giovani e delle scuole. Ma anche attraverso un percorso culturale come la recensione di tanti libri. A fare il punto della situazione i diversi collaboratori del magazine diocesano che si sono incontrati a palazzo Alliata di Villafranca, in pieno centro storico. “L’intento di fare dialogare la Chiesa palermitana con la citta è perfettamente riuscito – afferma il direttore responsabile Nuccio Vara – grazie anche alle sinergie di tante persone che si sono impegnate condividendo il nostro progetto. Dopo un primo periodo in cui il magazine è stato affidato ad un comitato di garanti adesso daremo vita ad una vera e propria redazione per realizzare un progetto sempre più ambizioso che è già iniziato con una nuova grafica e impaginazione”.
Per Pino Toro non è stato facile creare una rivista che ha riscontrato il consenso dei lettori. “Poliedro è diventato un punto di riferimento per la città e il dialogo deve continuare”.
All’incontro moderato dal direttore editoriale don Carmelo Torcivia ha preso parte l’Arcivescovo
Mons. Corrado Lorefice. “Questo strumento della rivista è in controtendenza – ha detto Lorefice – ma noi ci abbiamo creduto. Con la nostra rivista siamo ben lontani dai sensazionalismi della stampa perché cerchiamo di interpretare la realtà organizzando il pensiero con tanta umiltà e al tempo stesso audacia perché possa essere uno strumento che aiuti a interpretate gli eventi con una grande capacità di dialogo. Mi sembra significativo in un tempo in cui si ostenta una distinzione di mentalità, “Poliedro” osa fare incontrare le persone per riscoprire la convivialità delle differenze attorno ai grandi valori umani che per noi coincidono con quelli del Vangelo”.