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Pastorale Palermo
Luglio - Agosto - Settembre 2017   versione testuale
La Commissione Liturgica e l’Ufficio Liturgico Diocesani: organismi a servizio della Chiesa di Palermo.

In questo mio breve articolo vorrei presentare in sintesi i compiti che la Commissione Liturgica (CLD) e L’Ufficio Liturgico Diocesano (ULD) sono chiamati a svolgere, a servizio e per la crescita della nostra Chiesa di Palermo.
Sono trascorsi ormai più di cinquant’anni dalla promulgazione della SC e, in questo lungo cammino, la Chiesa di Palermo, per favorire la formazione e la crescita nella vita liturgica in tutta la Diocesi, ha percorso molteplici vie e impiegato non pochi sforzi. Il merito di tutto questo va riconosciuto soprattutto all’impegno profuso in questi anni dai nostri vescovi che si sono susseguiti alla guida della nostra Chiesa che, con zelo e impegno, hanno individuato nella Liturgia «la prima ed indispensabile fonte dalla quale i fedeli possono attingere il genuino spirito cristiano», e nella loro attività pastorale si sono prodigati ad «ottenerla attraverso un’adeguata formazione» (SC 14). In particolare, voglio ricordare l’attenzione che il Card. Pappalardo ha destinato a questa Commissione, il quale amava definirla 
 
come “l’organismo sinodale della Chiesa locale insieme al Consiglio presbiterale e al Consiglio pastorale”.
Nel febbraio del 1964 l’allora Card. Ruffini, malgrado la sua nota opposizione a molte idee dibattute al Concilio e a molte riforme e innovazioni in esso proposte, organizzò un convegno liturgico-pastorale sulla Costituzione Sacrosanctum Concilium. A quel convegno, fece seguito l’anno seguente la costituzione nell’Arcidiocesi della CLD e dell’ULD, in conformità alle norme del Concilio Vaticano II. La commissione venne istituita per attuare quanto disposto dalla istruzione Inter Oecumenici della Sacra Congregazione dei Riti, del 26 settembre 1964. 
Secondo quanto stabilisce lo statuto diocesano, essa è l’organo di consulenza e di collaborazione per la promozione della liturgia del vescovo. Tutti i suoi componenti si impegnano personalmente e comunitariamente a servire la Chiesa di Dio che è in Palermo, in comunione con il vescovo e con gli organismi diocesani, perché il popolo di Dio innalzi l’unica lode al Padre per il Figlio nello Spirito. 
Tra i suoi compiti primari vi è quello di esaminare la realtà attuale della pastorale liturgica nella diocesi; conoscere gli studi e le direttive del Magistero nell’ambito della liturgia per curarne l’applicazione; promuovere tutte quelle iniziative che sono rivolte al popolo santo di Dio globalmente inteso e ministerialmente costituito; ed infine collaborare e attuare una reciprocità di dialogo con tutti gli organismi diocesani, nell’ambito della programmazione pastorale diocesana. 
La commissione si articola in tre sezioni: pastorale liturgica; musica liturgica e arte liturgica. 
La sezione pastorale è chiamata a promuovere la formazione degli animatori liturgici attraverso convegni e altre attività formative proposte durante l’anno pastorale. Per raggiungere tale scopo, ci si avvale anche della scuola di liturgia che forma, ormai da tanti anni, non pochi animatori liturgici a servizio delle parrocchie. Una particolare attenzione viene rivolta alla “formazione iniziale” dei candidati al ministero di accolito e lettore così come ai candidati al ministero straordinario della Comunione, nonché alla loro “formazione permanente”, attraverso cammini formativi specifici.
La sezione di musica liturgica ha il compito di promuovere dei corsi di formazione liturgico-musicali per organisti e direttori di coro ed anche di animare e coordinare le Scholae Cantorum e la rassegna diocesana dei cori liturgici. Spetta anche a questa sezione esaminare eventuali pubblicazioni musicali per l’uso liturgico, editi nell’ambito della Diocesi per il necessario nulla osta, così come curare il repertorio diocesano di canti per la liturgia. Ogni anno nel mese di gennaio, questa sezione realizza un convegno che si prefigge il compito di aiutare tutti coloro che nelle parrocchie animano le liturgie con il canto, aiutandoli a far proprio il loro criterio di scelta, affinché si favorisca la partecipazione dell’assemblea alla celebrazione.
La sezione di arte per la liturgia si occupa di accompagnare tutti coloro che sono, a vario titolo, coinvolti nell’adeguamento degli spazi celebrativi secondo la riforma liturgica ed in particolare di curare e promuovere la formazione liturgico-artistica per gli architetti. Questa sezione della CLD esamina i progetti di massima, nella fase iniziale di progettazione di nuove chiese, e in seguito anche i progetti di costruzione e di adeguamento delle stesse, con particolare attenzione agli spazi celebrativi, per il necessario nulla osta.
L’ufficio Liturgico fin dalla sua istituzione è stato pensato come l’organo esecutivo della CLD. Spetta a questo ufficio curare i rapporti con le parrocchie e gli altri organismi diocesani, interloquire con l’ufficio liturgico regionale e nazionale ed infine gestire le relazioni con i mass media. L’ULD offre la propria consulenza agli organismi diocesani e alle parrocchie in ordine alla preparazione di sussidi liturgici. Infine cura le celebrazioni episcopali a carattere diocesano.
La liturgia, così come è definita da SC, è “fons et culmen” della vita di tutta la Chiesa. Sono consapevole, però, che di strada da compiere ne abbiamo da fare ancora tanta affinché ciò divenga prassi. Dopo i primi anni dalla promulgazione di SC, la nostra CLD conobbe anni di lavoro intenso, profuso con entusiasmo e fervore creativo, che in verità in questi ultimo ventennio è andato sempre più scemando. C’è ancora molto da fare perché le celebrazioni in ogni comunità risplendano “per nobile semplicità”. I canti che si eseguono nelle liturgie delle nostre parrocchie non sempre risultano di ottima qualità. Anche in ordine alla celebrazione dei Sacramenti, si deve rilevare che non sempre e non dovunque si celebrano secondo le indicazioni date dai libri liturgici, anzi qualche volta sembra che le nostre celebrazioni siano “l’occasione ideale” per dare libero sfogo all’estro creativo di alcuni pastori o di alcuni fedeli più intraprendenti (per fare solo qualche esempio le celebrazioni delle prime comunioni dei bambini o quelle del matrimonio che qualche volta risultano essere teatrali e sdolcinate). Ancora molto c’è da fare perché le nostre comunità percepiscano l’importanza dell’iniziazione cristiana degli adulti e le opportunità pastorali e catechistiche che essa offre.
Con l’auspicio che con l’impegno di tutti la nostra Arcidiocesi continui il suo cammino di crescita anche nell’ambito della formazione liturgica, i membri della CLD e dell’ULD si impegnano a continuare a profondere il loro servizio per favorire la partecipazione alla celebrazione di tutto il popolo santo di Dio in maniera sempre più “piena attiva e fruttuosa” cosicché tutti, da essa, possiamo continuare ad attingere quello “spirito veramente cristiano” e trarre alimento per la nostra vita (cfr SC 9s.; 14). 
 
Don Giosuè Lo Bue